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IO A 7 ANNI
DIARIO NEL MONDO ARTISTICO
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DIARIO DAL MIO PASSATO
LA CASA DEI NONNI (oggi distrutta dal terremoto) IN CAMPANIA
I miei ricordi mi portano indietro nel tempo quando dalla Svizzera io e la mia famiglia partivamo tutti gli anni per andare in Campania a trovare i miei nonni paterni. La casa era per me era un baule pieno di cose da scoprire:
al piano terra c'era la grande cucina con un bellissimo camino, dove mia nonna cucinava il brodo di gallina. Dalla cucina si accedeva ad altre due stanze, una dove si lavavano i piatti e si preparava il pane, nell’ultima invece c’era il magazzino, salami, prosciutti, formaggi facevano bella mostra su grandi mensole di legno.
Per andare al piano superiore (reparto notte) bisognava uscire fuori e salire le scale. Anche all’interno c’erano delle ripide scale che finivano su un pianerottolo, da questo si accedeva a tre stanze.
La prima a sinistra era la camera dei miei nonni, da questa si entrava in un’altra camera che era quella del mio zio più giovane.
Invece quella a destra portava nella stanza da letto di un altro zio, e da questa si entrava in altre due stanze, una adibita a sala e l’ultima la mia favorita: la camera dei segreti!
In quella stanza ho passato ore e ore a scuriosare, qui ho trovato i quaderni di mio padre, i dischi di mio nonno e altri mille oggetti.
Infine di fronte alle scale un ultimo accesso che portava in una piccola stanza dove c’era il frigorifero (chissà perché lo tenevano sopra!), a destra una porta vetrata portava alla sala del mio zio più giovane e per ultimo una grande porta bianca a vetri dava sull’enorme terrazzo (almeno cinquanta mq).
Su quel terrazzo ho giocato, dormito per divertimento quando l’afa dell’estate era insopportabile e dove più grande ho preso il sole. Il terrazzo dava su un paesaggio bellissimo, si vedeva tutta la vallata e il piccolo ruscello, dove io e i miei fratelli passavamo diverse ore a guardare i girini che correvano nell’acqua.
Al piano terra accanto alle scale c’era una grande porta di legno dipinta di celeste che portava in un altro luogo magico, le stalle.
Ma prima di entrare nelle stalle c’erano due stanze, una con il grande forno a legna dove una volta al mese veniva cotto il pane e le pizze, davanti c’era una piccola stanza dove si trovavano due contenitori per il grano (qui mi sono divertita a fare i tuffi come Paperone nei dollari!)
Ma le stalle erano la cosa più bella, qui mio zio mi faceva entrare mentre mungeva le grandi mucche bianche (qualche volta mi faceva andare sotto il pancione e strizzava un capezzolo dell’animale per farmi bere lo schizzo bianco buonissimo). Quando il latte era tanto veniva utilizzato per fare ricotte e formaggi…
Il ruscello in fondo alla valle oggi
CASA DI MARIANNA
LA CASA DI MARIANNA
Questa casa i miei zii la usavano come magazzino e stalla.
Al piano terra c’erano le stalle delle mucche e le stanze dove le scrofe allattavano i maialini, al primo piano c’erano i magazzini della frutta e del tabacco, ma per me il sottotetto era il luogo preferito.
Una grande stanza accoglieva decine di piccioni e qui passavo ore a guardarli e a fare amicizia!





