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FISIOGNOMICA

BAMBOLA DISEGNO

BAMBOLA
IL TRUCCO GLAMOUR
una pennellata con il colore che vuoi, un'ombra naturale, sfumature ad hoc, qualche tocco qua e là, rossetto brillante e il gioco è fatto.

IL DOLORE NEL VOLTO DEGLI UOMINI

E come dipingo il dolore degli uomini
- un gruppo di cantori che lamenta la morte di un amico?
Chi se ne sta così distaccato dalla vita
da studiare se negli uomini c’è tristezza?
Trovatemi il più triste degli uomini!
Ogni pennellata per spezzare tutti i sistemi
la circonferenza che nutre
il vuoto spettrico –Divoratore!
Dipingere! Per costringer l’ipocrisia
la faccia dell’umano
a diventare la faccia dell’inumano
datemi panni d’oro! Gioielli freddi!
lasciatemi inzuppar di luce il più triste degli uomini-

(Gregory Corso, Rembrandt Autoritratto)

IO E DALI', TECNICA MISTA SU TELA CM 100X100

Salvado Dalì (Figueras 1904 - 1989)

 

Mi viene da sorridere quando certi pittori, andando in cerca di contenuti, riempiono le tele e le gigantesche pareti degli spazi pubblici con le edificanti icone dell'impegno civile. I tuoi contenuti furono in prevalenza ossessioni di castrazione, putrefazione, voyerismo, masturbazione, coprofilia e impotenza. Né gli occhi spiritati e i baffi stravaganti hanno mai aiutato ad avere di te un'immagine più decente. Eppure nessuno più di te riuscì mai a rendere materica la luce e tangibili i nostri sogni, anche quelli di cui Sant'Agostino ringraziava Dio per non averlo reso responsabile.

Giorgio Mandalis

BERLINGUER, TECNICA MISTA SU TELA CM 70X50

Enrico Berlinguer

(Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984)

Di famiglia antifascista democratica, divenne comunista nel 1943, partecipando alla Resistenza. Chiamato alla carica di segretario dell’organizzazione giovanile sotto la guida di Togliatti, nel 1949, nel 1957 divenne segretario della Federazione mondiale della Gioventù Democratica. Protagonista di contrasti con la dirigenza sovietica dopo l’invasione della Cecoslovacchia, senza però volontà di rottura, divenne segretario del Partito Comunista Italiano nel 1972. Lo mobilitò su grandi prospettive: l’eurocomunismo, linea adeguata alle realtà occidentali che lo allontanava dalla tradizionale dipendenza dall’URSS, portandolo anche allo “strappo” del 1976; il compromesso storico, grande alleanza delle culture marxista e cattolica contro i rischi del fascismo emersi in tutto il mondo e in Europa. Resa impossibile la prospettiva dalle permanenze della guerra fredda, appoggiò la cosiddetta solidarietà nazionale, appoggio esterno al governo democristiano, come contributo al superamento della crisi italiana, ma dovette constatare la crescente opposizione delle forze conservatrici, tornando all’opposizione. Il suo progetto si fondava su una forte affermazione dei valori morali e sociale della società italiana e della classe operaia, la cosiddetta “questione morale”, e la sua morte improvvisa, durante un comizio a Padova lasciò grande costernazione nel Paese.

 

Fabio Bertini

 

 

MORO, TECNICA MISTA SU TELA CM 70X50

Aldo Moro

(Maglie, presso Lecce, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978)

Laureato in Giursprudenza e poi docente universitario, formato alla scuola di Giovan Battista Montini e della dottrina sociale della Chiesa, partecipò alla Federazione Universitaria dei Cattolici Italiani, tra coloro che vi trovarono un’alternativa all’imperante fascismo, e fu presidente del Movimento laureati dell’Azione Cattolica. Vicino alla componente sociale della Democrazia Cristiana, deputato alla Costituente, partecipò più volte al Governo e ne fu Presidente. Convinto sostenitore del Centro – Sinistra che perseguì con prudenza, divergendo da Fanfani sui tempi, guidò il primo Governo con ministri socialisti. Negli anni Settanta impostò la linea di lento e progressivo confronto con il partito comunista, le “convergenze parallele”, visto con sospetto da chi, nel suo Partito o negli ambienti diplomatici, osteggiava lo spostamento a sinistra. Presidente del Consiglio nazionale della DC, fuapito, il 16 marzo 1978, dalle Brigate Rosse che volevano colpire quel disegno. Sterminata la sua scorta, fu tenuto prigioniero 55 giorni, oggetto di una lunga trattativa conclusasi drammaticamente con la sua uccisione. Durante la prigionia scrisse lettere di un’importanza rilevantissima e di grande lucidità politica che inquadravano i motivi più profondi di crisi del sistema politico italiano. La sua stessa uccisione faceva intravedere un pauroso scenario di trame che intrecciavano la sua vicenda con altri grandi misteri italiani.

 

Fabio Bertini

 

 

CIAMPI, SMALTO SU TELA CM 70X50

Carlo Azeglio Ciampi

(Livorno, 9 dicembre 1920)

Laureato in Lettere alla Normale di Pisa, nel 1941, sottotenente in Albania, militante del Partito d’Azione durante la guerra, arruolato del Corpo italiano di Liberazione, e laureato anche in Giurisprudenza nel 1846. Governatore della Banca d’Italia, dove aveva percorso tutti i gradi della carriera fino a direttore, la guidò dal 1979 negli anni difficili della crisi economica e dell’inflazione. Nel 1993, fu il primo Presidente del Consiglio non parlamentare della storia italiana guidando un governo tecnico in conseguenza del crollo dei partiti. Da Ministro del Tesoro, nel 1996-1999, condusse in prima persona la battaglia il contenimento del debito pubblico, per la creazione dell’Euro e per l’accoglimento della lira in quel sistema. Da Presidente della Repubblica, tra il 1999 e il 2006, seppe garantire al Paese l’equilibrio costituzionale in un tempo arduo, dandogli la certezza dei valori risorgimentali e resistenziali, dei simboli della Nazione e dei valori europei in costruzione.

 

Fabio Bertini

Wojtyla TECNICA MISTA SU TELA CM 100X100

Giovanni Paolo II

(Karol Wojtyla)

 

(Wadowice, 18 maggio 1920 - Città del Vaticano, 2 aprile 2005)

 

Di famiglia operaia, operaio egli stesso, giovane inquieto e autore teatrale, fu vittima della carcerazione nazista. Arcivescovo di Cracovia, fu tra i difensori della coscienza cattolica sotto il regime comunista polacco, divenendo cardinale nel YYY. Divenne papa nel 1978, primo non italiano dal 1522, in una fase storica delicatissima per l’emergente crisi dei regimi comunisti e fu fondamentale per l’affermazione del movimento politico – sindacale di Solidarnosc che guidò la trasformazione nazionale. Da Pontefice, lottò per il dialogo ecumenico, il confronto con le altre religioni, ma anche per la difesa dell’identità cattolica, la dignità umana davanti alle storture del processo economico capitalista e all’illiberalità del socialismo reale, riaffermando con forza i doveri della Chiesa per lo sviluppo del Terzo mondo e per la dottrina sociale.

 

 

Fabio Bertini

MASCAGNI SMALTO SU TELA CM 70X50

Pietro MASCAGNI (Livorno 1863 - Roma 1945)

 

I doviziosi anelli che, a iniziare dal solo mignolo, orpellarono con gli anni tutte le dita possibili; il gagliardo toscano pendulo - provocatoria risposta alle ostentate, ma esili e pallide sigarette pucciniane -; la chioma estensibile, solluchero di tutti i vignettisti di ieri e di oggi: non perdesti mai la tua smargiassa anima labronica e i Livornesi, anche quelli rossi come pomodori maturi, ti hanno perdonato (beninteso, con un po' di fatica e non senza qualche sofferto ripensamento) persino il fez e la feluca.

 

Giorgio Mandalis

 

 

MODIGLIANI SMALTO SU TELA CM 70X50

Amedeo Modigliani

( Livorno 1884 - Parigi 1920)

 

Per chi a Livorno non ti avesse ancora conosciuto eri "il fratello pittore di Mené, quello che sta a Parigi", perché più noto era ancora Emanuele, l'onorevole dalla barba ruscellante. Per Parigi diventasti Modì, che in francese suona "maledetto", e fosti assurto tra i loro - e nostri e di tutti - geni sregolati, destinati ad una vita leggendaria ma breve. Invece per Eugenia Garsin, tua madre, e per gli amici artisti del caffè Bardi sei rimasto per sempre solo Dedo. Per noi infine, i livornesi d'oggi, sei l'orgoglio amaro di possedere di te solo teste fasulle e un dubbio bozzetto macchiaiolo.

 

Giorgio Mandalis

MASINI TECNICA MISTA SU TELA XM 70X70

Galliano Masini

(Livorno, 7 Febbraio 1896 - 15 Febbraio 1986)

 

Grande interprete pucciniano, debuttò nel 1924 nei panni di Cavaradossi nella “Tosca”. Era l’inizio di una carriera artistica folgorante che lo portò sui maggiori palchi del mondo e sul set cinematografico.

La sua voce è stata considerata una delle più belle del ‘900, capace di far tremare platee e (soprattutto!) loggioni. Le soprano che duettavano con lui avevano, invece, un altro motivo per tremare: pare che Masini,

per motivi di salute, fosse solito mangiare grosse quantità di aglio prima di andare in scena. Severo con se stesso e con gli altri, si racconta che dimostrò la sua irriverenza tutta livornese in occasione del finale di

una rappresentazione di Cavalleria Rusticana: non avendo apprezzato l’esibizione di un collega, alla frase “Hanno ammazzato Compare Turiddu!” Galliano Masini urlò dal pubblico “e hanno fatto bene!!!”.

 

Susanna Tofanari

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