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Modì

Amedeo MODIGLIANI

( Livorno 1884 - Parigi 1920)

 

Per chi a Livorno non ti avesse ancora conosciuto eri "il fratello pittore di Mené, quello che sta a Parigi", perché più noto era ancora Emanuele, l'onorevole dalla barba ruscellante. Per Parigi diventasti Modì, che in francese suona "maledetto", e fosti assurto tra i loro - e nostri e di tutti - geni sregolati, destinati ad una vita leggendaria ma breve. Invece per Eugenia Garsin, tua madre, e per gli amici artisti del caffè Bardi sei rimasto per sempre solo Dedo. Per noi infine, i livornesi d'oggi, sei l'orgoglio amaro di possedere di te solo teste fasulle e un dubbio bozzetto macchiaiolo.

Giorgio Mandalis

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Toaff

Elio Toaff    ( Livorno 30 aprile 1915-Roma, 19 aprile 2015)

Le diversità di fede non si integrano, si accettano e si comprendono come le identità di altri.  Questo è il grande insegnamento del rabbino Elio Toaff , maestro non solo del pensiero ebraico, ma arguto e sereno messaggero di quei
universali valori che accomunano e stimolano chi è predisposto ad ascoltare.  " Il rabbino Toaff  ha mostrato la sua gioia di vivere, di essere ebreo, di essere tra noi" , splendida immagine   per uno dei pochi grandi del nostro paese.

Giancarlo Sacripanti

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Calzabigi

Ranieri de' CALZABIGI

(Livorno 1714 - Napoli 1795)

 

Al di fuori degli ambienti della musica colta la notorietà di Gluck è affidata oggi ad una popolare canzone. A te, suo egregio librettista, la patria grata pose fin dal 1846 il titolo di una via, dove però Celentano non visse mai. Così sei diventato un carneade anche per noi, tuoi concittadini. I libri dicono che fosti cosmopolita per vocazione e napoletano di adozione. Forse almeno un partenopeo ti ricorda ancora per aver inventato il gioco del lotto. Ma non te la prendere: laus mundana, gloria vana. Oggi persino il tuo Metastasio appare, nella migliore delle ipotesi, un degente terminale di oncologia.

Giorgio Mandalis

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Schinasi

(Alessandria d'Egitto, 17 maggio 1933 – Nizza, 12 aprile 2021)

 

Taglia con lo sguardo le circolari zone aeree e sogna così di riprendere il posto nell’universo dei segni. Aspira con afflato e quasi instabile desiderio l’eterna fama dagli affetti tramandati e dalle schiere dei possibili alunni. Partenze e ritorni costellano la sua vita, tra il mare toscano e quello francese, ma in fondo al cuore rimane la bassa costa della sponda africana. Dignitoso e riservato, scatena turbini di movimento e forza di sentimento nelle immagini che difendono il giudaico destino.

Roberto Russo

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Mascagni

Pietro MASCAGNI

(Livorno 1863 - Roma 1945)

 

I doviziosi anelli che, a iniziare dal solo mignolo, orpellarono con gli anni tutte le dita possibili; il gagliardo toscano pendulo - provocatoria risposta alle ostentate, ma esili e pallide sigarette pucciniane -; la chioma estensibile, solluchero di tutti i vignettisti di ieri e di oggi: non perdesti mai la tua smargiassa anima labronica e i Livornesi, anche quelli rossi come pomodori maturi, ti hanno perdonato (beninteso, con un po' di fatica e non senza qualche sofferto ripensamento) persino il fez e la feluca.

Giorgio Mandalis

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Mascagni

Pietro MASCAGNI

(Livorno 1863 - Roma 1945)

 

I doviziosi anelli che, a iniziare dal solo mignolo, orpellarono con gli anni tutte le dita possibili; il gagliardo toscano pendulo - provocatoria risposta alle ostentate, ma esili e pallide sigarette pucciniane -; la chioma estensibile, solluchero di tutti i vignettisti di ieri e di oggi: non perdesti mai la tua smargiassa anima labronica e i Livornesi, anche quelli rossi come pomodori maturi, ti hanno perdonato (beninteso, con un po' di fatica e non senza qualche sofferto ripensamento) persino il fez e la feluca.

Giorgio Mandalis