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Modì

Amedeo MODIGLIANI

( Livorno 1884 - Parigi 1920)

 

Per chi a Livorno non ti avesse ancora conosciuto eri "il fratello pittore di Mené, quello che sta a Parigi", perché più noto era ancora Emanuele, l'onorevole dalla barba ruscellante. Per Parigi diventasti Modì, che in francese suona "maledetto", e fosti assurto tra i loro - e nostri e di tutti - geni sregolati, destinati ad una vita leggendaria ma breve. Invece per Eugenia Garsin, tua madre, e per gli amici artisti del caffè Bardi sei rimasto per sempre solo Dedo. Per noi infine, i livornesi d'oggi, sei l'orgoglio amaro di possedere di te solo teste fasulle e un dubbio bozzetto macchiaiolo.

Giorgio Mandalis

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Mascagni

Giorgio CAPRONI (Livorno 1912 - Roma 1990)

 

Nella città natale hai trascorso solo gli anni della fanciullezza, sei stato per assai più tempo genovese e romano. Ma se al potere ci fosse oggi la fantasia, come si sperava una volta, Corso Amedeo, la via della tua giovane madre, dovrebbe essere Corso Annina Picchi, che con la sua popolana grazia e fierezza incise dai tuoi versi meglio ci rappresenta, anche fuori dei nostri confini, di un oscuro principe sabaudo

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Calzabigi

Ranieri de' CALZABIGI

(Livorno 1714 - Napoli 1795)

 

Al di fuori degli ambienti della musica colta la notorietà di Gluck è affidata oggi ad una popolare canzone. A te, suo egregio librettista, la patria grata pose fin dal 1846 il titolo di una via, dove però Celentano non visse mai. Così sei diventato un carneade anche per noi, tuoi concittadini. I libri dicono che fosti cosmopolita per vocazione e napoletano di adozione. Forse almeno un partenopeo ti ricorda ancora per aver inventato il gioco del lotto. Ma non te la prendere: laus mundana, gloria vana. Oggi persino il tuo Metastasio appare, nella migliore delle ipotesi, un degente terminale di oncologia.

Giorgio Mandalis

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Mascagni

Pietro MASCAGNI

(Livorno 1863 - Roma 1945)

 

I doviziosi anelli che, a iniziare dal solo mignolo, orpellarono con gli anni tutte le dita possibili; il gagliardo toscano pendulo - provocatoria risposta alle ostentate, ma esili e pallide sigarette pucciniane -; la chioma estensibile, solluchero di tutti i vignettisti di ieri e di oggi: non perdesti mai la tua smargiassa anima labronica e i Livornesi, anche quelli rossi come pomodori maturi, ti hanno perdonato (beninteso, con un po' di fatica e non senza qualche sofferto ripensamento) persino il fez e la feluca.

Giorgio Mandalis

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Mascagni

Pietro MASCAGNI

(Livorno 1863 - Roma 1945)

 

I doviziosi anelli che, a iniziare dal solo mignolo, orpellarono con gli anni tutte le dita possibili; il gagliardo toscano pendulo - provocatoria risposta alle ostentate, ma esili e pallide sigarette pucciniane -; la chioma estensibile, solluchero di tutti i vignettisti di ieri e di oggi: non perdesti mai la tua smargiassa anima labronica e i Livornesi, anche quelli rossi come pomodori maturi, ti hanno perdonato (beninteso, con un po' di fatica e non senza qualche sofferto ripensamento) persino il fez e la feluca.

Giorgio Mandalis

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Mascagni

Pietro MASCAGNI

(Livorno 1863 - Roma 1945)

 

I doviziosi anelli che, a iniziare dal solo mignolo, orpellarono con gli anni tutte le dita possibili; il gagliardo toscano pendulo - provocatoria risposta alle ostentate, ma esili e pallide sigarette pucciniane -; la chioma estensibile, solluchero di tutti i vignettisti di ieri e di oggi: non perdesti mai la tua smargiassa anima labronica e i Livornesi, anche quelli rossi come pomodori maturi, ti hanno perdonato (beninteso, con un po' di fatica e non senza qualche sofferto ripensamento) persino il fez e la feluca.

Giorgio Mandalis