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L'informale espressione di libertà

Si guarda ancora con una certa diffidenza alla pittura astratta e più in generale a tutte le forme artistiche che non utilizzano linguaggi convenzionali.
Questa diffidenza dipende da varie cause, la più importante delle quali, insieme a una scarsa conoscenza della storia dell'arte moderna e contemporanea, è un diffuso conformismo culturale che rende difficile all'osservatore, se non impossibile, entrare in sintonia con un'opera astratta. Costui può essere portato a pensare che sia colpa dell'artista, che ha voluto rendere incomprensibile il messaggio contenuto nell'opera; in realtà è vero il contrario: è l'osservatore che non riesce a liberarsi dai propri schemi e tabù.
Riuscire a farlo non è difficile, si tratta soltanto di imparare a capire il linguaggio che è stato utilizzato dall'artista, esattamente come si fa quando studiamo una lingua straniera.
Nel caso della pittura astratta lo sforzo decisivo da compiere è quello di spogliarci delle nostre convenzioni, abbandonarci alla visione dell'opera e lasciare che i colori agiscano sulla nostra mente.
E' una "tecnica" mentale simile a quella che lo psicanalista adotta per liberarsi dai propri schemi e poter entrare in sintonia con l'inconscio del suo paziente; una tecnica che, come tutte le altre, può essere appresa. Quando ciò sarà avvenuto, allora si potrà comprendere che anche l'artista, nell'istante della creazione, è riuscito a liberarsi da costrizioni, inibizioni e pregiudizi: questo gli ha permesso di guardare in se stesso e nel mondo e di raccontarlo. E' ciò che Raffaela Maria Sateriale riesce a fare.

Roberto Malfatti, 2004