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Nette corrispondenze animano le opere di Sateriale: bellezza e armonia, colorismo e proporzione, contaminazione e purismo.

I suadenti influssi magrebini e presahariani, vissuti dall'artista per anni, si riflettono sulle superfici smaltate, mentre l'Oriente affiora nei profili e nei ritratti delle Armonie, bianche silhouette femminili che caratterizzano angoli intimistici o paesaggi notturni.
Ottimismo puro e progressivo ? Banali esternazioni di stati d'animo ?
Nulla di più sbagliato. Da ogni particolare si avverte una sottile inquietudine: le braccia si alzano e si avvolgono attorno al capo pensoso. L'Armonia è assorta e rimarca un disagio latente e quasi ossessivo: un nastro nero o rosso si avviluppa come la congerie di pensieri con la quale ciascuno di noi è abituato a convivere.
Ma Sateriale non si accontenta e procede nell'approfondimento soggettivo con un procedimento inverso. Riproduce infatti contesti immaginari che chiama 'fondali dei miei pensieri', quasi che nel reticolo meandriforme delle proprie dinamiche interiori si annidassero altre speranze e inquietudini. E le ardite coloriture, su cui si ergono con stupefacente plasticità i reticoli, ci danno modo di ideare infiniti altri mondi possibili. La donna è riuscita a comunicarci il proprio mondo, a farci conoscere meglio una parte di noi stessi.

Roberto Russo, 2005